Se sei proprietario di più locali ti sarà sicuramente capitato di imbatterti nel corrispettivo non riscosso.

Più dettagliatamente, quando il cliente ha finito la consumazione, il gestore è tenuto a emettere lo scontrino o la ricevuta fiscale. L’obbligo di emissione dello scontrino (o della ricevuta) resta valido anche nel caso in cui il cliente non paga. In questi casi va emesso con la dicitura “corrispettivo non pagato”.

Il mancato pagamento dello scontrino fiscale può essere giustificato dalla presenza di un buono, una fidelity card o qualsiasi altro mezzo che giustifichi il mancato pagamento. All’interno dello scontrino emesso con dicitura “corrispettivo non pagato” sarà presente una sezione di intestazione che riporta i dati del cliente.

Qual è però la reale difficoltà dei ristoratori?

Il vero problema per la maggioranza dei ristoratori si presenta a fine mese,  al momento della fatturazione dei corrispettivi non riscossi :  come riuscire a recuperare tutti i non riscossi e a fatturarli per incassare il denaro?  Grazie all’utilizzo di specifici programmi di gestione, l’operazione di fatturazione è automatica anche per le catene di ristorazione o nel caso i vari locali abbiano partite iva differenti e quindi necessitino di una fatturazione per singolo locale.

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